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La scadenza per l’SCA si avvicina: il mercato è pronto?

L’autenticazione forte del cliente (SCA) – il più recente standard di sicurezza previsto dalla normativa dell’UE in materia di pagamenti – sta tenendo gli operatori del mercato con il fiato sospeso. La preparazione delle aziende ad adeguarvisi sta diventando una questione sempre più urgente, a causa della scadenza per l’entrata in vigore che si avvicina rapidamente e dell’aumento dei casi di frode nell’e-commerce.

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L'autenticazione forte del cliente, o SCA, è entrata ufficialmente in vigore il 14 settembre 2019. Tuttavia, poiché il mercato non era pronto ad attuare i cambiamenti necessari entro la data precedentemente fissata, l'Autorità bancaria europea ha spinto il termine finale è stato posticipato al 31 dicembre 2020, con alcune eccezioni che prevedono una scadenza ancora più tardiva nel 2021. Con l’avvicinarsi della scadenza, si avvicina anche il momento della verità: il periodo di proroga ha consentito agli operatori di mercato di adeguarsi alla nuova normativa?

Per chi non ne fosse a conoscenza, la normativa SCA prevede l’autenticazione a due fattori obbligatoria per tutte le transazioni online e i pagamenti contactless effettuati all’interno dell’UE. Considerando che, a livello globale, le truffe nell’e-commerce sono in aumento – la pandemia ha giocato il proprio contributo in merito: la nuova riforma dovrebbe garantire un ulteriore livello di sicurezza ai clienti.

Nell'aprile 2020, il tasso di tentativi di frode in base al valore delle transazioni rosa da 13%, rispetto allo stesso periodo del 2019, a conferma della tempestività positiva della normativa. Tuttavia, in assenza di un’adeguata preparazione da entrambe le parti coinvolte nella transazione, i requisiti imposti rischiano di causare maggiori attriti, anziché eliminare i truffatori.

Marius Galdikas, direttore tecnico presso ConnectPay, osserva che sono ancora in molti a chiedersi perché e in che modo esattamente ciò li riguarderà. “Le aziende e i fornitori di servizi di pagamento (PSP) non erano pronti a gestire l’elevato volume di traffico e, al contempo, a mettere in atto le nuove misure di sicurezza; da qui il rinvio concesso dall’EBA. Molti di loro, soprattutto le PMI, non sono ancora consapevoli del vero impatto della SCA sulle loro attività”, ha affermato.

Per ridurre il numero di acquirenti disorientati, i pagamenti rifiutati e i carrelli abbandonati, Galdikas ha consigliato che l’adozione della conformità alla SCA debba essere la stella polare dell’attuale piano d’azione di ogni venditore, al fine di evitare di perdere una parte consistente delle vendite. “Ciò che non va trascurato è che la SCA non comprende solo l’autenticazione a due fattori (2FA), ma molto di più, tra cui il collegamento dinamico e una corretta comunicazione al cliente in merito alle operazioni autorizzate.”

Sebbene la conformità alla normativa SCA debba essere una priorità assoluta per tutti, essa risulta messa in secondo piano dall’attuale contesto globale. I fornitori stanno ancora affrontando le conseguenze della pandemia, cercando di aumentare i profitti dopo mesi di lockdown obbligatorio e, con l’avvicinarsi della scadenza, alcuni descritto questa normativa della Commissione europea come “un colpo ai rivenditori già in difficoltà”.

Detto questo, ad aprile le vendite al dettaglio globali nell’e-commerce hanno registrato una crescita del fatturato del 209% su base annua. Secondo il signor Galdikas, nonostante le circostanze avverse, l’attuazione delle modifiche relative alla SCA è indispensabile per evitare livelli vertiginosi di frodi, che aumentano di pari passo con l’incremento dei profitti.

Eppure, ci sono alcuni casi in cui la politica non ha tenuto conto di questo aspetto, ad esempio, effettuare pagamenti in blocco – operazioni a favore di più beneficiari da un conto corrente unico – e le complessità relative alla loro approvazione. “Ogni ordine di pagamento ha un ID univoco e richiede codici PIN distinti per la verifica. Tuttavia, generare molti PIN – e in tempi rapidi – diventa complicato, soprattutto per le banche che utilizzano ancora sistemi obsoleti, non all’altezza dei requisiti SCA.”

Il signor Galdikas ha sottolineato l'urgenza di dare maggiore priorità all'SCA da parte dei commercianti e dei fornitori di servizi di pagamento (PSP) al fine di prevenire errori nelle transazioni, ricordando che ConnectPay lo ha già fatto all'inizio di maggio. Ha rilasciato un App, che comprende l’autenticazione a più fattori e le approvazioni con un solo tocco per i pagamenti, e costituisce inoltre la base per numerose innovazioni future.

I nuovi requisiti SCA potrebbero ancora rappresentare un rompicapo per le aziende, le banche e i consumatori, da qui l’importanza di dedicarvi la necessaria attenzione, per evitare che alcuni passaggi fondamentali vadano persi nella traduzione.