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Come orientarsi nella conformità nel settore delle soluzioni finanziarie

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4 minuti di lettura
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Scritto da

Dovilė L.
Dovile Lapteve

Responsabile della strategia creativa e del marchio

Per garantire la legittimità della propria attività, le società che offrono prodotti e servizi finanziari devono rispettare una miriade di leggi e normative. Tra queste spiccano la normativa antiriciclaggio (AML), il GDPR, le normative sui pagamenti, la sicurezza informatica…

Tuttavia, a causa dei costi elevati e dei tempi lunghi delle procedure relative alla conformità, il numero di aziende alla ricerca di alternative cresce di giorno in giorno. In risposta alla domanda di tali alternative, sempre più aziende stanno iniziando a offrire soluzioni finanziarie conformi alle normative (CEF) che si occupano delle complesse pratiche burocratiche per conto dei propri clienti.

Prima di addentrarci troppo nei dettagli, però, definiamo innanzitutto i termini e partiamo da lì.

Che cos’è una soluzione finanziaria conforme alle normative?

In parole povere, una soluzione finanziaria conforme alle normative è un prodotto o un servizio che consente a un’azienda cliente di fornire servizi finanziari a proprio nome senza dover ottenere una licenza bancaria o garantire la conformità normativa avvalendosi delle proprie risorse interne.

In altre parole, grazie a una soluzione CEF “plug-and-play”, la vostra azienda diventa, in tutto o in parte, un fornitore di servizi finanziari, affidando al contempo gli aspetti legali correlati a un team autorizzato di esperti del settore. Ciò consente alle startup non finanziarie, alle fintech e alle aziende tradizionali di liberare tempo e risorse per dedicarsi completamente alla crescita e all’espansione.

L'attuale quadro normativo e regolamentare

Gestire tutti gli aspetti relativi alla conformità normativa Senza un sostegno esterno significativo, questa opzione è praticabile solo per le grandi aziende che dispongono di personale in abbondanza e di liquidità da destinare a tale scopo. Ad esempio, l’iter per ottenere una licenza bancaria può richiedere da 6 mesi a diversi anni, a seconda della giurisdizione e di altre variabili. Si tratta inoltre di un’operazione estremamente costosa.

Lo stesso vale, in sostanza, per le procedure AML/KYC, la due diligence continua, le valutazioni del rischio dei clienti, il controllo dei database rispetto agli elenchi PEP e alle liste delle sanzioni pertinenti, nonché per altre funzioni necessarie. È probabile che non abbiate né il tempo né le competenze interne per gestire adeguatamente tutto questo da soli.

Ciò significa che probabilmente dovrai affidarli a diversi appaltatori, sostenendo così costi aggiuntivi ed esponendoti a potenziali problemi di compatibilità. In alternativa, potresti decidere di creare un tuo reparto dedicato alla conformità, il che richiederà l’assunzione e la formazione di personale aggiuntivo – e che non genererà mai alcun ricavo.

Con CEF, invece, non devi preoccuparti di nulla di tutto ciò fin dall’inizio.

I fornitori di soluzioni finanziarie conformi alle normative sono inoltre tenuti ad attuare tutte le procedure interne necessarie per la segnalazione di attività sospette (SAR), a riferire a diverse autorità, a testare regolarmente gli strumenti di screening per garantire una qualità costante e a disporre di personale sufficiente a coprire tutte le esigenze.

Infine, è importante sottolineare che il mancato rispetto dei requisiti legali e normativi può comportare sanzioni significative, ripercussioni legali e danni alla reputazione dei fornitori di CEF. Ciò esercita su di loro una notevole pressione aggiuntiva affinché si mantengano aggiornati sugli ultimi sviluppi in materia di politica finanziaria a livello nazionale e globale.

Le future sfide normative per i CEF

Il panorama normativo sta evolvendo rapidamente e, date le sfide che il mondo si trova ad affrontare oggi, all’orizzonte si profilano già ulteriori cambiamenti.

Da un lato, la guerra in Ucraina, le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina e l’indebolimento del tessuto del commercio globale stanno costringendo le autorità di regolamentazione a prestare maggiore attenzione all’autonomia strategica, alla sicurezza nazionale e regionale e all’impatto sui clienti. Le nuove norme britanniche sul «Consumer Duty», che entreranno in vigore nel 2023, sono uno dei tanti esempi di come la legislazione stia cercando di affrontare queste sfide.

Con il crollo dei prezzi delle criptovalute nel 2022, l’UE ha lavorato senza sosta per attuare misure volte a proteggere gli investitori da futuri shock. Di conseguenza, i legislatori del Parlamento europeo hanno approvato il primo pacchetto normativo al mondo di ampio respiro – Markets in Crypto-Assets (MiCA) – volto a regolamentare il settore delle criptovalute. 

In relazione a quanto sopra, si sta inoltre affermando a livello globale un crescente consenso sul fatto che le stablecoin (criptovalute a prezzo fisso il cui valore di mercato è ancorato a un altro asset stabile) dovrebbero essere 100% garantite da valuta fiat per migliorare la trasparenza e l’informativa.

Un altro fattore che sta determinando il cambiamento normativo è la spinta sempre più forte verso la digitalizzazione, soprattutto dall’inizio della pandemia. In assenza di norme specifiche che disciplinino l’intelligenza artificiale, i servizi cloud e le società non finanziarie che forniscono servizi finanziari, i legislatori stanno facendo del loro meglio per regolamentare il comportamento delle imprese così come si manifesta attraverso la tecnologia, piuttosto che regolamentare la tecnologia stessa.

Inoltre, esistono numerose iniziative politiche – almeno alcune delle quali potrebbero essere approvate già quest’anno – volte a rafforzare la resilienza delle imprese nei periodi di turbolenze economiche, a promuovere le obbligazioni verdi, i fondi ESG e altro ancora.

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