Insights by ConnectPay CEO, Marius Galdikas
Con l’avvicinarsi del 2026, il dibattito nel settore della tecnologia finanziaria continua a concentrarsi su due temi chiave: l’informatica quantistica e l’intelligenza artificiale. Tuttavia, mentre le previsioni audaci attirano l’attenzione, la realtà appare ben più modesta: se si esamina da vicino come l’informatica quantistica e l’intelligenza artificiale possano essere realisticamente utilizzate nel settore finanziario il prossimo anno, il quadro rimane ancora poco chiaro.
Quantum: finora nessuna applicazione concreta nel settore finanziario
L’informatica quantistica viene spesso descritta come la prossima rivoluzione nel settore finanziario, al punto che l’intelligenza artificiale sembra quasi una notizia ormai superata. In teoria, potrebbe consentire una modellizzazione dei rischi più accurata, simulazioni più approfondite o un rilevamento più rapido delle frodi. Tuttavia, nella pratica, la sua rilevanza per le operazioni finanziarie quotidiane rimane limitata.
Gran parte del dibattito sul quantistico verte sui futuri rischi legati alla crittografia – ma si tratta di una questione che riguarda Internet nel suo complesso, non il settore finanziario. Le banche finiranno per adottare una crittografia resistente al quantistico e protocolli di sicurezza aggiornati, proprio come è avvenuto con il passaggio al protocollo SSL (Secure Sockets Layer). Si tratterà di un aggiornamento, non di una trasformazione. Inoltre, la maggior parte delle applicazioni concrete nel settore finanziario è ancora lontana anni luce. Oggi, la ricerca sull’informatica quantistica si svolge ancora in laboratori specializzati e nell’ambito di programmi nazionali, non nelle banche che gestiscono sistemi scalabili e pronti per la produzione.
La gente si aspetta che la tecnologia quantistica rivoluzioni il mondo della finanza, ma i casi d’uso concreti non ci sono ancora. Per ora si tratta più di esplorazione che di adozione, e il 2026 sarà solo un altro anno dedicato a testare le possibilità di applicazione di questa tecnologia.
Man mano che l'intelligenza artificiale matura, le aspettative si placano
D'altra parte, dopo anni di grande clamore, l'intelligenza artificiale sta entrando in una fase di maggiore maturità, rivelando i propri limiti e registrando un'adozione più lenta nel settore finanziario. I requisiti normativi e le preoccupazioni relative ai dati sensibili continuano a limitare la velocità con cui gli istituti finanziari implementano l'intelligenza artificiale in funzioni critiche.
Il rapporto McKinsey del 2025 mostra che, sebbene l’88% delle organizzazioni utilizzi l’intelligenza artificiale in una certa misura, solo un terzo l’ha estesa oltre la fase pilota. KPMG ricerca giunge alla stessa conclusione: molte aziende “utilizzano l’IA”, ma meno della metà vi fa affidamento per attività di importanza cruciale, limitandone spesso l’impiego a semplici compiti di automazione.
In realtà, gran parte dell’innovazione visibile si sta verificando al di fuori del settore finanziario. In mercati come quello cinese, gli agenti basati sull’intelligenza artificiale stanno rapidamente ridefinendo le abitudini digitali. Le super-app come WeChat e Grab utilizzano flussi conversazionali per semplificare sistemi di menu complessi – un cambiamento amplificato dall’ampia percentuale di utenti che preferisce la voce al testo.
Ma questa logica progettuale non si applica direttamente al settore bancario europeo. Le operazioni bancarie tendono ad essere più strutturate: se oggi un’operazione richiede quattro clic, sostituirla con cinque passaggi non migliorerà l’esperienza. Di conseguenza, nel 2026 il vero impatto dell’IA nel settore finanziario rimarrà dietro le quinte: rafforzerà le operazioni di back-office, la conformità, l’analisi dei rischi e il servizio clienti, ma non rivoluzionerà il modo in cui le persone utilizzano i servizi bancari.
Il cambiamento più evidente: risolvere il paradosso dell’autenticazione
Mentre la quantistica e l’intelligenza artificiale fanno notizia, il cambiamento più immediato del prossimo anno deriverà da qualcosa di molto più concreto: il modo in cui le persone verificano la propria identità online. Gli istituti finanziari continuano ad affidarsi a PIN, password e procedure di autenticazione passo dopo passo progettate per un’era pre-smartphone. Con l’accelerazione dei servizi digitali, questa discrepanza è diventata sempre più evidente.
Questo sta già spingendo il settore verso un'identità più moderna, basata sui dispositivi. Un fattore determinante alla base di questo cambiamento è l'introduzione del Portafoglio digitale dell'UE, che entro la fine del prossimo anno consentirà ai cittadini di verificare la propria identità, firmare documenti e accedere a servizi transfrontalieri utilizzando un'unica credenziale digitale sicura. È proprio nell’ambito dell’autenticazione che si stanno registrando i progressi più significativi. Il solo “Digital Identity Wallet” dell’UE influenzerà l’esperienza quotidiana di milioni di persone, ben prima che lo facciano la tecnologia quantistica o l’intelligenza artificiale avanzata.
Nel loro insieme, queste tendenze indicano che i cambiamenti più significativi del prossimo anno non deriveranno dalle tecnologie oggetto delle previsioni più sensazionali, bensì da sviluppi concreti che renderanno i servizi finanziari più sicuri e affidabili nell’uso quotidiano.
Pubblicato originariamente da Fintech Bloom.








